venerdì 30 gennaio 2015

Sapevate che anche lui 
è Celiaco?


Martin Castrogiovanni,

 il Rugby e la Celiachia



Guardate qui la sua bellissima storia:
http://www.expo.rai.it/martin-castrogiovanni-celiachia/













sabato 20 settembre 2014

                        BAMBINI CELIACI E IL RIENTRO A SCUOLA

Per un bambino celiaco, il rientro a scuola è senza dubbio più problematico. Ricominciano i pasti fuori casa, le merende e le feste di classe, che possono rappresentare un rischio per la salute, oltre che diventare fonte di preoccupazione e ansia per i genitori.
I problemi e i dubbi che affliggono un genitore sono tanti: come spiegare il problema all’insegnante, la paura che il proprio figlio possa sentirsi diverso dai compagni, cosa potrebbe succedere se assaggiasse la merenda di qualcuno.
Fortunatamente la situazione è meno drammatica di quello che sembra, bastano qualche accorgimento e un atteggiamento positivo per affrontare questa circostanza con disinvoltura.
Secondo gli esperti il primo passo è informare correttamente il bambino in merito alla sua condizione, spiegandogli perché non può mangiare le merendine dei compagni se contengono glutine e insegnargli, appena è in grado, a leggere le etichette.
Bisogna cercare di trasformare la celiachia in un messaggio positivo, facendo diventare la malattia un’occasione di crescita e socializzazione, e in ogni caso evitando di usare parole come “malattia” e “problema”, che creano inutili allarmismi.
Un discorso simile può essere fatto in merito al dialogo con gli insegnanti: è giusto siano a conoscenza della situazione fin dall’inizio ed è lecito chiedere di prestare particolare attenzione al bambino, senza però trasmettere eccessiva apprensione né trasferire completamente il carico di responsabilità.
Anche il divieto di scambiare la merenda con i compagni dovrebbe essere affrontato con serenità. Rendere la merenda gustosa può essere un incentivo a non assaggiare quella degli altri. Per fortuna oggi esistono molti prodotti senza glutine appetibili, compresi biscotti e merendine.
Infine, le festicciole possono diventare un’occasione per ribaltare una problematica trasformandola in un’esperienza positiva: oltre a portare prodotti appositi, può essere piacevole mettersi d’accordo e approfondire la conoscenza con altre mamme ripartendo la preparazione di altri stuzzichini senza glutine: invece di un motivo di isolamento, l’intolleranza diventerà così occasione di dialogo e relazione.
FONTE: http://yourself.pianetadonna.it/bambini-celiaci-rientro-scuola-come-comportarsi/

giovedì 4 settembre 2014

Zero Glutine Expo 2014 - A Chieti

Zero Glutine Expo 2014

Chieti, 5-7 settembre 2014


Zero Glutine Expo è un salone espositivo dedicato ad alimenti, bevande e attrezzature per la vendita e la somministrazione dei prodotti senza glutine. La prima edizione di Zero Glutine Expo è in programma a Chieti dal 5 al 7 settembre 2014, agli spazi espositivi della Camera di Commercio di Chieti.
Zero Glutine Expo 2014 offrirà un programma a base di corsi di cucina, degustazioni ed esposizioni: un'occasione interessante sia per chi segue una dieta celiaca, sia per gli operatori del settore che vogliono entrare in contatto con le aziende del campo della celiachia e dell'alimentazione senza glutine. Non mancheranno, inoltre, le consulenze degli esperti in materia come dietologi e gastroenterologi; i workshop e gli incontri; gli show cooking e le presentazioni di libri di cucina.
Dal programma segnaliamo la cena con lo chef Rubio, in programma sabato 6 settembre. L'ingresso alla fiera è gratuito. Per maggiori informazioni: www.zeroglutinexpo.it.

martedì 22 luglio 2014

La celiachia aumenta di 5 volte...

La celiachia aumenta di 5 volte 

Titolo sicuramente allarmante ma …… niente di nuovo sul fronte occidentale, parafrasando con il titolo del romanzo autobiografico di Remarque!
Musicalmente si sa: ogni estate ha il suo tormentone ma nella scienza dovrebbe essere un po’ diverso e invece no! Ecco allora che puntuale come non mai, arriva l’articolo sulla celiachia che denuncia … no, tranquilli nulla di nuovo. Vediamo!
ce
La frequenza -che ad onor del vero si chiama incidenza- è pari all’1% della popolazione generale.
Percentuale nota ormai da tempo ….
Il numero dei casi è in aumento tra i bambini e ancora tanti celiaci rimangono senza diagnosi.
Anche questo è ben noto….
Si torna a parlare dell’utilità di screening per abbattere il ben noto rapporto di 1 su 3 casi diagnosticati su casi non diagnosticati.
Ci si interroga sulle possibili cause dell’aumento dei casi portando come risposte la dieta ed i fattori ambientali.
Anche questo già noto….
L’articolo questa volta è stato pubblicato su J Pediatric Gastroenterology and Nutrition ma allora cosa porta di nuovo?
Quasi nulla….
La geografia della distribuzione della malattia.
Partita sappiamo dall’Europa ed dall’America oggi si diagnosticano casi anche nella parte orientale, in Nord Africa fino in Medio Oriente. Nell’area Asia-Pacifico l’epidemiologia è ancora confinata nella cosiddetta ”cintura celiaca”, cioè l’area settentrionale dell’India. (2)
L’introduzione del glutine. Sembra che se introdotto dai 4 mesi di vita, in piccole quantità possa proteggere dall’insorgenza della celiachia.
Dunque nessun allarme, nessuna novità strabiliante quanto piuttosto conferme e ancora punti interrogativi attivi su argomenti di grande interesse quali l’importanza di uno screening, le vere cause dell’aumento dei casi (fattori ambinetali quali?) e l’efficacia dell’introduzione del glutine precocemente o no.
Speriamo presto di leggere qualcosa di nuovo a tal proposito!
FONTE: Notonlyglutenfree.org

mercoledì 16 luglio 2014

Presto vaccino anti-celiachia

Presto vaccino anti-celiachia




Al Congresso internazionale organizzato dall'Associazione italiana celiachia (Aic), è stato annunciato che per la prima volta al mondo sarà testato su 12 pazienti un vaccino ideato per curare una malattia autoimmune. Riprogrammando il sistema immunitario promette di far guarire dalla celiachia. Entro fine anno saranno avviati a Melbourne, in Australia, i test clinici del siero sull'uomo. Una speranza concreta per i tanti pazienti che soffrono di questa malattia: soltanto in Italia. 

SONO oltre 75.000 persone, ma si stima che oltre mezzo milione di italiani non sappiano di essere celiacI

Costretti a una dieta rigorosa, i celiaci devono mettere al bando pasta, pane, biscotti ma anche le salse e tutto ciò che può essere contaminato dalla farina, come la frittura. I sintomi (vomito, diarrea, perdita di peso) nascondono difetti di digestione e assorbimento intestinale degli alimenti e Sensibilità al glutine indipendente dalla celiachia alimenti e provocano di conseguenza gravi complicanze: dall'osteoporosi, all'aborto spontaneo, al temuto linfoma intestinale. 
Il vaccino curativo è rivoluzionario: è infatti in grado di riprogrammare il sistema immunitario per indurlo a tollerare il glutine. Nei pazienti celiaci i frammenti di glutine non digerito passano nell'organismo attraverso l'intestino, che ha una permeabilità alterata e non riesce a svolgere normalmente la sua funzione di barriera. Il sistema immunitario, spiegano gli specialisti riuniti a Genova, percepisce il glutine in circolo come un elemento estraneo e, anziché eliminarlo, scatena una risposta alterata, che si rivolta anche contro l'organismo dello stesso paziente. Secondo i ricercatori la soluzione potrebbe consistere nel non esporre al glutine durante il primo anno di vita i bambini potenzialmente a rischio di celiachia, ad esempio perché figli di genitori celiaci. 
Il progetto italo-americano Celiprev (Rischio di malattia celiaca ed età di introduzione del glutine) è attivo dal 2004, ed è coordinato da Carlo Catassi, docente di pediatria all'Università Politecnica delle Marche e co-direttore del Centro di Ricerca sulla Celiachia dell'Università del Maryland (Usa). La sperimentazione, tuttora in corso, ha coinvolto fino a oggi 900 bimbi divisi in due gruppi.Nella dieta del primo gruppo il glutine è stato introdotto a 6 mesi, nel secondo a 12 mesi. Obiettivo, definire il ruolo del momento di assunzione della sostanza nel manifestarsi della celiachia. I risultati rivelano che i piccoli esposti al glutine a 12 mesi hanno un rischio di sviluppare la malattia 4 volte inferiore rispetto ai bimbi che l'hanno cominciato a mangiare a 6 mesi.
"Finora i piccoli sono stati seguiti per 5 anni: dovremo aspettare ancora per sapere se questo ottimo risultato si mantiene nel tempo. Ma ci sono buoni motivi per sperare che la celiachia si possa prevenire anche così in molti casi", conclude Catassi.

FONTE: ItaliaSalute.it


mercoledì 2 luglio 2014

Scoperto il glutine "amichevole", speranza per i celiaci

Scoperto il glutine "amichevole", speranza per i celiaci

Il nuovo metodo, individuato da un gruppo di ricercatori dell'Università dei Foggia, modifica proteine frumento per non scatenare allergie

FOGGIA - Si è aperta una nuova speranza per migliorare la qualità della vita dei celiaci: un gruppo di ricercatori dell'università di Foggia ha messo a punto un metodo scientifico innovativo che consente di modificare le proteine del glutine nel frumento in modo che non scatenino la reazione di intolleranza nelle persone affette da celiachia. In questo modo, secondo quanto riferisce l'Università, gli alimenti oggi categoricamente vietati ai celiaci saranno di fatto commestibili.

La scoperta, già brevettata in Italia e all'estero, è frutto della ricerca dei professori Aldo Di Luccia e Carmen Lamacchia coadiuvati dalla ricercatrice del Cnr Carmela Gianfrani. Il metodo consente di ottenere Gluten Friendly (glutine amichevole), ovvero glutine non più dannoso per il celiaco per tutte quelle farine destinate alla preparazione di pasta e prodotti da forno comunemente ottenuti dal frumento. Il metodo utilizzato induce nelle proteine del glutine cambiamenti tali da interrompere la catena di combinazioni chimiche che, innescate dopo l'ingerimento di determinati alimenti che contengono appunto il glutine, causano la cosiddetta intolleranza.

La novità, rispetto ai metodi sinora utilizzati - spiegano i ricercatori - è che i cambiamenti a cui sono state sottoposte le proteine del glutine non sono opera di enzimi microbici ma frutto di un trattamento chimico-fisico (acqua e microonde per pochi secondi) applicato sulla granella (seme) prima della molitura. "La granella di frumento - precisa l'Università - rappresenterebbe il cuore della soluzione al problema della celiachia in quanto, nel seme di frumento, il glutine non è ancora formato e le sue proteine sono depositate in piccole 'cellette' che consentirebbero, in presenza di acqua ed elevate temperature, i cambiamenti necessari per produrre il Gluten Friendly".

Questo trattamento, spiegano i ricercatori, "non influenza negativamente le proprietà tecnologiche delle farine che formano l'impasto, permettendo, quindi, la preparazione di prodotti assimilabili per gusto ed aspetto a quelli comunemente utilizzati nell'alimentazione Mediterranea e destinati non solo alla fascia di popolazione affetta da intolleranza al glutine ma anche a tutta la restante popolazione".

"Potremmo essere di fronte a una scoperta scientifica di valore assoluto - ha detto il Rettore dell'Università di Foggia, Maurizio Ricci - che abbiamo tenuto sotto traccia per diversi mesi, per evidenti ragioni di cautela, ma che dopo le prove e le sperimentazioni scientifiche dei vari protocolli abbiamo deciso di mostrare all'opinione pubblica". L'Università di Foggia ha già avviato contatti per la commercializzazione del brevetto anche a livello internazionale.
Fonte: Repubblica.it

lunedì 30 giugno 2014

Frumento senza glutine: scoperto il grano per chi soffre di celiachia


Frumento senza glutine

scoperto il grano per chi soffre di celiachia





E’ stato trovato il modo per ottenere il frumento senza glutine, ideale per chi soffre di celiachia. Il tutto è avvenuto grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Università di Foggia, che hanno trovato un metodo particolare, per modificare le proteine del glutine nel grano. Così modificate, queste proteine non scatenano la reazione di intolleranza. Si tratta di una scoperta davvero da non sottovalutare, perché può rappresentare una svolta per chi, a causa della celiachia, non può mangiare alimenti a base di grano.