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mercoledì 3 febbraio 2016

Lettera di una Celiamamma...


LETTERA DI UNA CELIMAMMA"

Storia di una mamma di due bimbi celiaci, non celiaca



In una estate che aveva tutto per essere una splendida estate mi accorsi che  negli occhi della mia bimba di due anni, quella splendida luce che li aveva fatti brillare sino ad allora, non c’era più. Le giornate cominciavano  ad allungarsi  ma per me erano ancora più lunghe.
La mia piccola bambina trascorreva tutto il giorno sdraiata sul divano, era sempre stanca, mangiava pochissimo e se la portavo al parco giochi trascorreva tutto il tempo tra le mie braccia ad osservare gli altri bimbi che giocavano. Mi cominciai a convincere che fosse una bambina poco socievole, chiusa e molto timida, cominciai ad incitarla a giocare ma lei era sempre più scontrosa e nervosa. Piano piano cominciò a calare anche il suo peso kg 13,12,11…… Allora ne parlai con la mia pediatra che mi consigliò di non forzarla con il cibo e di lasciar passare un po’ di tempo “mangerà signora, mangerà non si preoccupi”.
 L’estate finì e cominciò l’inverno ma la situazione non migliorava, anzi. La bambina cominciò ad avere dolori allo stomaco, poi crampi agli arti e poi….e poi  conati di vomito durante tutta la giornata.
 Fu allora che io e mio marito cominciammo la via crucis dei pediatri ma NESSUNO si preoccupava più di tanto e nessuno mi dava una soluzione ai tanti problemi di mia figlia.
Sentivo che c’era qualcosa di serio, qualcosa che non andava, sentivo che piano piano stavo perdendo mia figlia; e si la natura umana è strana nel mio cuore sapevo che mia figlia era malata che si stava piano piano spegnendo, ma non sapevo a causa di cosa.
 Fu così che dopo aver trascorso l’ennesima nottata a massaggiare la bambina affinché non le venissero i crampi ai muscoli, presi il mio pc e tramite internet cominciai a cercare altri casi simili a quello della mia bambina e tutto conduceva ad una sola parola: CELIACHIA. Mi imbattei in una foto di un bambino celiaco con forti segni di malassorbimento e li ebbi la conferma: arti scheletrici, muscoli inesistenti, pancino globoso… era la perfetta copia di mia figlia!
Ricominciò così la via crucis dei pediatri ma tutti escludevano che si potesse trattare  di celiachia perché in famiglia non c’erano mai stati altri casi simili; chiedemmo comunque di fare un SEMPLICE prelievo di sangue per  fugare ogni dubbio.
Dopo un lungo mese e mezzo arrivò il referto che mi confermava che si trattava di celiachia.
Piansi piansi tantissimo un po’ per gioia, finalmente avevo una diagnosi, ma tanto per paura tristezza e angoscia per quella che sarebbe stata la vita di mia figlia. In pochi attimi vidi un film: compleanni di compagni di scuola, gite, viaggi, cene….. tutto rigorosamente senza glutine!!! Ero ignara di tutto quello che potesse comportare la celiachia sapevo però che non sarebbe stato facile!
Dopo la visita dal gastroenterologo e tutti gli esami necessari, cominciammo la dieta. Benedetta dieta! Fu un miracolo, dopo appena due settimane di alimenti senza glutine mia figlia TORNAVA A VIVERE.
La gioia era finalmente tornata nella nostra casa, SI MA PER POCO!
Dopo esserci sottoposti tutti a screening anche i risultati degli esami dell’altro mio figlio di 15 anni parlavano di CELIACHIA, in questo caso asintomatica. Cosi ci consigliarono di effettuare la biopsia intestinale per avere la conferma della “malattia”, conferma che non tardò ad arrivare.
A differenza dell’altra mia bambina che aveva appena 3 anni, adesso  mi trovavo difronte ad un adolescente di 15 anni che non aveva sintomi o problemi evidenti ed al quale dovevo dire di cambiare totalmente le sue abitudini alimentari.
Non è stato facile ma mio figlio è stato più forte e maturo di me ha capito la gravità della cosa e dopo un breve periodo di sconforto iniziale si è adattato benissimo al nuovo tipo di alimentazione.
Io invece ancora forse in fondo non accetto tutta questa situazione DIFFICILE, si sono consapevole che c’è di peggio in giro, ma ad una mamma fa male sapere di aver trasmesso geneticamente una malattia ad un figlio e di non averla sviluppata in prima persona. Fa male vedere le facce dei genitori degli amichetti che ti guardano impietositi quando alle feste devi spiegare che i tuoi figli non possono toccare nulla del buffet ma devono mangiare i loro alimenti rigorosamente portati da casa. Fa male dover lottare con professori e presidi affinché tengano conto delle necessità di tuo figlio nell’organizzare le gite scolastiche. Fa male vedere tuo figlio rientrare a casa mentre gli altri amici sono a cena in una pizzeria perché purtroppo vivi in un paesino dove non ci sono strutture e locali attrezzati. Ma soprattutto fa male aver vissuto nell’angoscia per più di un anno e nel terrore di perdere tua figlia a causa dell’inesperienza di medici pediatrici che non riconoscono i sintomi della celiachia.
E’ proprio per tutti questi “FA MALE”  che ho scritto questo articolo  affinché  condividendo tutti insieme le nostre esperienze e unendo consigli, informazioni utili, idee e progetti  possiamo rendere più FACILE LA VITA DEI NOSTRI FIGLI, LA VITA DEI CELIACI.
Scrivi qui anche tu la tua esperienza e i tuoi suggerimenti o semplicemente scrivi un argomento una curiosità che vorresti fosse approfondito, nessuno può capirti meglio di chi c’è già passato e di chi c’è dentro!


AUTORE

Celiamamma  


martedì 27 ottobre 2015

Le nostre ricette: BISCOTTINI DI HALLOWEEN GLUTEN FREE


BISCOTTINI DI HALLOWEEN
GLUTEN  FREE

biscotti sono sempre un ottimo snack da preparare in casa, fragranti e profumati quando escono dal forno meritano un’attenzione particolare per la preparazione della pasta, che deve riposare una quarantina di minuti in frigo prima di poter essere stesa.

Ingredienti

  • Farina senza glutine per dolci: 350 gr
  • uova:1
  • zucchero a velo:250 gr
  • limone:1 (la scorza)
  • fecola di patate: 150 gr
  • burro: 250 gr
  • lievito vanigliato: 1 cucchiaino

Ricetta e preparazione

Per la preparazione di questi dolci di Halloween senza glutine è possibile prendere diversi stampini, a forma di fantasmini o di classiche zucche, ed è consigliato preparare tutto a mano, senza planetarie o mixer.
  1. Su una spianatoia ben pulita setacciare la farina, aggiungendo lo zucchero a velo e il cucchiaino di lievito. Fare un incavo con la mano e aggiungere il burro a pezzetti, cominciando a lavorare il tutto con le mani. Aggiungere quindi ‘uovo e la scorza del limone grattugiata finemente, lavorando il tutto sino a ottenere un impasto di consistenza compatta, ma non dura.
  2. Una volta pronto l’impasto formare una palla, che andrà messa a riposare in frigorifero coperta da pellicola trasparente, per almeno 40 minuti. Una volta trascorso il tempo necessario, prendere la pastafrolla e stenderla con un matterello, in modo da assottigliare la sfoglia sino a un centimetro e mezzo di spessore.
  3. Una volta assottigliata la pastasfoglia, scegliere le formine che si preferiscono e ricavarne diverse forme dei biscottini, riponendoli distanziati su una leccarda con carta da forno. Una volta pronte tutte le formine infornare per circa 12 minuti a 180° in forno preriscaldato, quindi una volta cotti lasciarli raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo.

Consigli

biscottini di Halloween senza glutine si prestano anche a una farcitura interna con mostarde, marmellate o con golose creme al cioccolato, e possono essere personalizzati con un pochino di fantasia.
BUON APPETITO....

lunedì 5 ottobre 2015

Video esplicativo: Qual'è il grosso problema con il glutine?



Video esplicativo:
Qual'è il grosso problema con il glutine?




FONTE:  TED-Ed 

giovedì 1 ottobre 2015

LE NOSTRE RICETTE: BRIOCHES SENZA GLUTINE




BRIOCHES

SENZA GLUTINE




Per chi ama una colazione ricca.. queste brioche senza glutine sono senza dubbio la soluzione per i golosi !!!!

Ingredienti

Istruzioni

Per il polisch 
  • Sciogliere il lievito nell acqua e miscelare nella farina evitando grumi. Far lievitare 8 ore.

Per le brioches
  • Mescolare la farina, lo xantano, lo zucchero, la fecola, il latte in polvere nella planetaria o in un contenitore.
  • Mettere in un pentolino sul fuoco latte e burro, non deve bollire, solo sciogliersi il burro con il latte a stessa temperatura.Iniziate a mescolate con il gancio ad uncino, o le fruste per chi non ha un impastatrice, le farine e il liquido caldo a filo. Unire le uova una alla volta.
  • Mettere gli aromi( limone, bacca di vaniglia, rum).
  • Per ultimo il polish, mescolate almeno per 5 minuti.
  • Stendere l'impasto su una spianatoia di legno. Spruzzatelo con la farina e lavorare l'impasto con il matterello. Fate le forme a triangolo con i lati lunghi e ruotare la base fino al vertice formando il classico forma dei  cornetti, lievitare sul testo da infornare per 5 ore
  • Spennellare con panna e tuorlo mescolati.
  • Forno caldo 160° con dentro il classico pentolino con dell'acqua per 30 minuti circa.
 
Lo xantano si trova in negozi specializzati, o online, o si ordina in farmacia, lo si può sostituire, in questo caso, col guar.
Il latte in polvere si trova in supermercati, in negozi per pasticcerie, online, o va bene anche quello per bambini fino a 1 anno, in alternativa si può sostituire con panna liquida, ma non avrà lo stessa morbidezza più a lungo. 
Il rum serve per aromatizzare, l'alcol, una volta cotto, sparisce.
BUON APPETITO ! ! ! 

FONTE: http://www.cucinandosenzaglutine.it/



martedì 22 settembre 2015

Finalmente: messa a punto la PILLOLA per trasgredire senza rischi


Celiachia, messa a punto la PILLOLA per trasgredire senza rischi




Una pillola per consentire alle persone che soffrono di celiachia di 'trasgredire' alla dieta 'gluten free' senza rischi. A metterla a punto, in dieci anni di studi, il ricercatore Hoon Sunwoo, docente di scienze farmaceutiche dell'Università canadese di Alberta, convinto che il prodotto, in fase avanzata di sperimentazione, possa presto essere commercializzato. Non si tratta di un farmaco per la cura della malattia celiaca ma solo di un medicinale che permette di consumare occasionalmente glutine senza danni all'intestino e senza fastidiosi sintomi.
La pillola utilizza gli anticorpi contenuti nel tuorlo dell'uovo per ricoprire il glutine, in modo che possa semplicemente attraversare l'organismo senza creare problemi. La persona celiaca deve assumere il medicinale 5 minuti prima del pasto a rischio, per ottenere una protezione di circa 2 ore dagli effetti del glutine. Il prodotto è già stato sottoposto a test clinici per la sicurezza, mentre le analisi di efficacia partiranno il prossimo anno.
"Non si tratta di una soluzione per trattare o curare la malattia celiaca", tiene a ribadire Sunwoo sottolineando che la dieta senza glutine resta l'unica terapia per chi ne soffre. "Si tratta, però, di migliorare la qualità della vita e facilitare la socializzazione", conclude.


Fonte: ADNKRONOS

sabato 30 maggio 2015

SCIENZA: Farina senza glutine dalle banane verdi che arriva dal Brasile


FARINA SENZA GLTINE dalle 

BANANE VERDI che 

arriva dal BRASILE


Arriva dal Brasile una nuova farina senza glutine ottenuta dalle banane verdi.
Ottime notizie arrivano dal Brasile sul fronte delle farine senza glutine. I ricercatori dell’Università del Brasile hanno ideato una farina di banane verdi, l’ultimissima frontiera degli alimenti naturalmente gluten free che potrebbero rivoluzionare l’alimentazione dei celiaci.
PER UNA PASTA NUTRIENTE, ECOLOGICA…
La ricerca è partita da una pubblicazione scientifica apparsa sul Journal of the Academy of Nutrizione e Dietetica nel luglio del 2012: lo studio brasiliano è proseguito, e ora sono apparsi i primi risultati. La nuova farina è stata ottenuta dalle banane verdi, considerate un prodotto di scarto dagli agricoltori. Mescolata ad albume d’uovo e acqua, la farina di banane verdi ha dato ottimi risultati: il composto è risultato elastico e omogeneo, e la pasta ottenuta ha passato il test degli assaggiatori celiaci e non, che l’hanno giudicata gustosa (la farina non sa di banana, ovviamente) e dalla piacevole consistenza poco collosa.

Infatti, questa farina innovativa contiene una maggiore quantità di proteine e addirittura il 98% in meno di lipidi, fattore importante dato che le normali paste per celiaci sono realizzate con farine in cui, per sopperire alla mancanza di glutine, si compensa con un aumento dei grassi. Inoltre, sarebbe ricca di amidi, fibre e sostanze antiossidanti.
…ED ECONOMICA!
Le banane verdi utilizzate per la farina sono frutti che non hanno passato la selezione per essere immesse sul mercato: in sintesi, banane che andrebbero buttate. Per questo la farina avrebbe un prezzo molto basso, rispetto alle altre farine senza glutine in commercio, e la sua produzione avrebbe risvolti economici molto positivi per l’ambiente, e per i paesi nei quali la produzione e lavorazione di banane gioca un ruolo importante nell’economia nazionale, come il Brasile e le Canarie.


mercoledì 27 maggio 2015

Le nostre Inchieste: E' POSSIBILE GUARIRE DALLA CELIACHIA?


E' POSSIBILE GUARIRE DALLA CELIACHIA?





La celiachia viene definita come come una allergia alimentare di tipo misto, in cui sono presenti degli aspetti da allergia immediata e altri da allergia ritardata (legata solo alla ripetizione dello stimolo per più giorni consecutivi).
In relazione alla diversa predominanza individuale di questi due aspetti la celiachia può essere affrontata con la eliminazione dalla dieta o invece con la rieducazione alla tolleranza attraverso l'impiego di basse dosi di glutine. Consentendo cioè la assunzione di frumento e di cibi con questo connessi.
Per anni la celiachia è stata definita una malattia in cui fosse obbligatoria la eliminazione a vita del glutine dalla propria alimentazione. Eppure negli ultimi anni non sono mancate indicazioni scientifiche contrarie a queste indicazioni. In particolare facciamo riferimento al fatto che la reazione all'antigene gliadinico è una reazione di tipo cellulare, non dipendente da una allergia immediata ma correlabile ad una graduazione di risposta.
Inoltre, a dispetto di quello che i celiaci credono e che le associazioni di celiaci cercano di fare credere, anche nei cibi per celiaci regolarmente etichettati e distribuiti in farmacia, il glutine è presente con una tolleranza di almeno 5 parti per milione, cioè una quantità di 5 mg per kg di cibo. Si tratta di un quantitativo notevole, e le persone dovrebbero sapere che stanno comunque mangiando un po' di glutine durante le loro dieta di eliminazione, senza per questo avere problemi particolari.
E il lavoro fatto da Patriarca e Gasbarrini a Roma per documentare la guarigione di una celiachia attraverso la utilizzazione di basse dosi di glutine introdotte nella dieta deve fare riflettere tutti.
La loro ricerca, pubblicata sull'International Journal of Immunopathology and Pharmacology (Patriarca G, et al. Int J Immunopathol Pharmacol 2005 Oct-Dec;18(4):709-14) si è basata sullareintroduzione progressiva e graduale del glutine, nel volgere di 6 mesi, in una donna celiaca posta da 10 anni a dieta di eliminazione. La graduale reintroduzione, sistmaticamente monitorizzata, ha portato alla ripresa di una alimentazione del tutto normale senza alcun danno evidenziabile in alcun settore.
La strada per il recupero della tolleranza, anche nei celiaci, è aperta, e solo l'ostracismo ascientifico più bieco può cercare di bloccarla.
E' però necessario ricordare che esistono almeno tre casi diversi, ognuno dei quali ha una sua precisa frequenza e una sua ben definita modalità di comparsa:

  1. La forma di celiachia classica, importante, grave, ad esordio acuto nell'infanzia, ben riconoscibile e che deve essere trattata con la eliminazione del glutine per tutta la vita. In questo caso, almeno fino ad oggi, non sono state inventate soluzioni alternative.

2) Una forma transitoria di celiachia, che si sviluppa soprattutto in soggetti con predisposizione allergica, che mangiano frumento e glutine in modo quasi esclusivo senza concedersi alcuna varietà alimentare. Queste forme esordiscono in genere in modo più subdolo, e lo studio delle ipersensibilità alimentari porta ad una importante possibilità di controllo. Nella nostra esperienza, queste persone riescono spesso a riprendere, sotto stretto controllo medico, l'uso della farina e del glutine in un solo giorno della settimana (talvolta si riesce ad arrivare a 2-3 giorni di libertà nella settimana), ma applicando un rigoroso controllo dietetico negli altri. Lavori di Patriarca e Gasbarini recenti hanno testimoniato la possibilità di riportare anche Lavori di Patriarca e Gasbarrini recenti hanno testimoniato la possibilità di riportare anche celiaci gravi ad una alimentazione normale.

3) Una forma di celiachia iniziale, soprattutto dell'adulto, che si presenta quasi sempre in persone che fanno dal punto di vista alimentare un uso e un abuso sistematico del glutine, e che sono in realtà delle forme in cui va riprecisata la diagnosi con una adeguata valutazione medica e allergologica. Talvolta si tratta di fenomeni in cui un breve periodo di dieta riesce a ripristinare l'equilibrio. Sovente si tratta di persone che non hanno alcuno stimolo generale al recupero di tolleranza immunologica, che non mangiano frutta e verdura e variano pochissimo la loro alimentazione.
Spesso accade che i soggetti delle due ultime categorie arrivino ad una diagnosi di celiachia quando le condizioni di salute sono ottime, solo perché alcuni esami sono risultati “mossi”, e la biopsia intestinale, lungi dall'essere fortemente alterata risulta semplicemente “compatibile” con una forma di ipersensibilità al glutine senza esserne indicativa in modo assoluto. In questi casi si hanno delle possibilità di remissione molto elevate.
La gestione della celiachia non deve mai portare però a generare false speranze. In tutti i casi che trattiamo partiamo dal concetto che si vuole capire se l'organismo ha davvero esaurito la possibilità di recupero autonomo o no, ma dando sempre per scontato che la persona con una diagnosi di celiachia rientra nella categoria 1) segnalata sopra, fino a prova certa del contrario.
Sarebbe infatti troppo duro vagheggiare la possibilità di una ripresa di una nutrizione più varia a persone che in realtà poi devono riprendere una alimentazione del tutto priva di glutine sempre. In genere però questo aspetto di “prova” è rifiutato dai gastroenterologi tradizionali, che si fermano alla diagnosi e alle terapie classicamente utilizzate, senza porsi il problema di un possibile disordine immunologico riparabile alla base della stessa. 
La costante e continua verifica sul campo dei possibili cambiamenti immunologici presenti in persone ritenute celiache ci sprona a proseguire in questa direzione di rispetto dell'uomo e non di paura della malattia. 

Fonte: Casa del bio